Perché la risoluzione non è più il fattore determinante – e cosa significa questo per fotografi e produttori video

Da anni i produttori continuano ad aumentare la risoluzione dei televisori: dall’HD al Full HD, dal 4K all’8K. Ma questa corsa sta raggiungendo un limite naturale: quello dell’occhio umano. Per i fotografi, i produttori video e i creatori di contenuti, questo apre una nuova prospettiva sul futuro della composizione delle immagini.

Kokkari Samos
Il classico formato 21:9 del cinema

Il limite della retina nel salotto

Il termine “risoluzione della retina” descrive il punto in cui l'occhio umano, a una distanza di visione tipica, non è più in grado di distinguere i singoli pixel. Nel caso di un televisore con una diagonale dello schermo di circa 152 cm (circa 60 pollici) e una distanza di visione standard di due o tre metri, questo limite è praticamente raggiunto con il 4K.

Un numero maggiore di pixel – circa 8K o oltre – non comporta alcun vantaggio visibile per la maggior parte degli spettatori.

Per i produttori di dispositivi si crea così un problema: se una risoluzione più alta non funziona più come argomento di vendita, sono necessarie altre innovazioni.

Una lezione dalla storia del cinema

Il cinema aveva già affrontato un problema simile negli anni '50. All'epoca, la televisione iniziò a sottrarre pubblico alle sale cinematografiche. L'industria cinematografica non reagì aumentando la risoluzione, ma proponendo una nuova esperienza: il formato widescreen.

Tecnologie storiche come

  • VistaVision
  • CinemaScope

ampliarono l'immagine in orizzontale e crearono un effetto visivo che non era possibile nel classico formato 4:3.

Ampi paesaggi, scene epiche e composizioni visive complesse trovarono improvvisamente spazio per dispiegarsi.

Il prossimo passo per la televisione: più ampiezza invece di più pixel

Analogamente al cinema di allora, anche la televisione potrebbe raggiungere il suo prossimo stadio evolutivo attraverso nuovi formati di immagine.

Invece di limitarsi a fornire pixel, i produttori potrebbero:

  • sviluppare display ultra-ampi (ad es. 21:9 o ancora più ampi)
  • offrire schermi modulari che possono essere ampliati
  • creare campi visivi immersivi che corrispondono maggiormente al campo visivo umano

Un'immagine più ampia sfrutta la percezione umana in modo decisamente migliore rispetto a una densità di pixel sempre più elevata.

Cosa significa questo per i fotografi e i produttori video

Per i creativi, questo cambia anche il modo in cui vengono prodotti i contenuti.

1. Nuove composizioni dell'immagine

I formati di immagine più ampi consentono:

  • scene più complesse
  • livelli di azione paralleli
  • un maggiore utilizzo di primo piano e sfondo

L'immagine viene concepita in modo più spaziale, proprio come al cinema.

2. La composizione cinematografica diventa lo standard

Tecniche finora utilizzate principalmente nel cinema – ad esempio:

  • obiettivi anamorfotici
  • ampie inquadrature di presentazione
  • movimento orizzontale nell’immagine

potrebbero in futuro dominare anche in televisione o nello streaming.

3. Maggiore importanza per lo storytelling visivo

Quando la risoluzione non è più la caratteristica centrale di qualità, tornano maggiormente al centro dell’attenzione:

  • estetica dell’immagine
  • illuminazione
  • movimento della telecamera
  • drammaturgia visiva

In breve: L’approccio creativo all’immagine diventa più importante del numero tecnico di pixel.

Opportunità per l’industria dei contenuti

Per i fotografi e i produttori video ne deriva una grande opportunità.

Chi inizia presto a pensare e produrre in formati più ampi può guadagnarsi un vantaggio – proprio come i registi degli anni '50, che per primi hanno compreso e utilizzato le nuove tecniche del widescreen.

Le piattaforme di streaming, gli studi di produzione virtuale e i formati multimediali immersivi accelereranno ulteriormente questo cambiamento.

Conclusione

La corsa verso una risoluzione sempre più alta raggiunge un limite naturale nel salotto di casa. Ma è proprio qui che inizia la prossima fase dei media visivi.

Proprio come il cinema un tempo ha reagito con i formati widescreen, anche la televisione potrebbe puntare maggiormente in futuro su immersione, ampiezza dell'immagine ed esperienza.

Per i fotografi e i produttori video questo significa soprattutto una cosa: Il futuro non appartiene ai pixel, ma alla composizione dell'immagine.